All’inizio di una
frequentazione, quando abbiamo superato la fase che ci porta a studiare
l’altro, spiare i suoi comportamenti e modi di fare, e deciso che non c’è un
motivo valido per non provare a conoscerlo in modo più approfondito, ci
troviamo inevitabilmente a fare i conti con stati d’animo altalenanti che
derivano dall’insicurezza della piega che potrà prendere il rapporto. Dopo le
prime uscite realizziamo che quella persona ci piace davvero e che potrebbe
diventare importante, però la fase della conoscenza in cui ci troviamo, non ci
rende possibile lasciarci andare come vorremmo.
Questo perché le esperienze
ci hanno insegnato che è meglio non bruciare le tappe, che non tutti abbiamo
gli stessi tempi, imparando quindi che non dobbiamo far sentire l’altro sotto
pressione per evitare che si spaventi e scappi, e che non dovremmo mai,
soprattutto i primi tempi, dare, a chi stiamo frequentando, troppe certezze
riguardo le nostre emozioni e la nostra disponibilità nei suoi confronti. E’
meglio rimanere avvolti da un po’ di mistero, far finta di avere tanti altri
impegni che non ci permettono di poter vedere continuamente l’altra persona e
che non siamo così tanto presi da lei da pensarla continuamente.
Perciò iniziamo quella
strana danza per la quale noi aspettiamo e rimaniamo a osservare, l’altro, vuoi
perché è meno preso di noi in quella fase della relazione, vuoi perché è
occupato da altri impegni, vuoi perché a sua volta fa gli stessi nostri
ragionamenti, aspetta a sua volta prima di invitarci nuovamente.
E’ giusto seguire una
tattica all’inizio di una relazione?
Quanto tempo dobbiamo
aspettare prima di smettere di trattenerci e mostrare finalmente il nostro
desiderio che la storia prenda una piega più seria?
E perché l’altro non fa
niente per accelerare i tempi?
Già. La persona che ci
piace è lì ferma, e lascia passare giorni prima di farsi di nuovo viva. Questo
ci fa precipitare nei dubbi riguardo le sue intenzioni, portandoci a
razionalizzare e soppesare i pregi e difetti che decidiamo di attribuirle, fino
a sperare che i suoi difetti diventino talmente tanti da farci smettere di
desiderare rivederla. Ecco quindi che iniziamo a valutare che una persona che
non si fa sentire per giorni, non ci interessa, che quella volta che siamo
usciti con lei aveva fatto quella particolare cosa che ci aveva molto
infastiditi, che il suo modo di parlare non ci era piaciuto oppure che in un
determinato discorso aveva espresso un concetto che non condividevamo affatto.
Se era davvero così, perché
al momento non ce ne eravamo resi conto?
Perché l’ultima uscita ci
aveva lasciato sognanti e con gli occhi luminosi e ridenti per tante ore?
Nel momento in cui abbiamo
realizzato che era passato troppo tempo, secondo le nostre esigenze, dall’ultima
volta che la persona si è fatta sentire, abbiamo iniziato a vacillare, e il
magnifico ricordo ha lasciato spazio al dubbio che quelle sublimi sensazioni
fossero state avvertite solo da noi, mentre per l’altro avevano costituito
niente di più se non una piacevole serata. Perciò il campanello d’allarme
sviluppatosi in noi in tanti anni, durante i quali abbiamo imparato a
difenderci dalle illusioni, inizia a suonare e il riflesso incondizionato che
ne deriva è di trovare dei motivi validi per allontanarci mentalmente da quella
persona, trovandole mille difetti che la rendono inadatta a noi e alle esigenze
che abbiamo sviluppato nel corso degli anni.
Fino al momento in cui non
si fa viva di nuovo, e ci fa capire, a modo suo, che anche lei ha pensato a noi
e che ha aspettato per non farci sentire pressati, per non darci l’impressione
di voler bruciare le tappe, spaventandoci e facendoci scappare, perché anche a
lei la vita ha insegnato che bisogna rispettare i tempi degli altri. A quel
punto tutti i dubbi si sciolgono, i nostri occhi tornano a essere lucidi e
sognanti, le nostre emozioni ricominciano a fluire e i difetti, che nella fase
della difesa, ci sembravano tanto grandi, sembrano essere svaniti.
E finalmente ammettiamo con
noi stessi che sappiamo benissimo che non esiste la perfezione e che tutti
siamo pieni di difetti, ma se una persona ci suscita così tante emozioni, e ci
fa sembrare un’eternità anche un giorno senza avere sue notizie, non serve a
nulla voler ingigantire le imperfezioni, per impedirci di pensare a quanto
bello sarebbe averla sempre accanto.
E, qualche volta, tutto
questo accade a entrambi con gli stessi tempi.
Marta Lock
per quanto mi riguarda, e non sto esagerando, circa gli uomini fuggitivi ai primi incontri, io ho visto un'enorme differenza prima e dopo la boa dei 40. Fra i 30 e i 40 il fuggi fuggi era dovuto essenzialmente al pericolo bebè e all'orologio biologico che ticchettava minacciosamente facendo di me, anche a livello inconscio, un'ansiosa di concludere e quindi vedevo uomini letteralmente volatilizzati in men che non si dica. Non dico fesserie ammettendo che è stato dopo i 45 che ho avuto letteralmente la fila. Evidente che senza volerlo avevo abbassato la guardia e smesso l'atteggiamento ansiogeno, quindi attiravo uomini senza paura di nessun bebè con buona pace degli ormoni rampanti
RispondiEliminaSì, probabilmente, anche senza volerlo, trasmettiamo a volte le nostre ansie, che, seppur abilmente nascoste, vengono percepite a livello inconscio dagli alri. Oppure, a volte, siamo convinti di volere una cosa, ma in realtà non la vogliamo davvero, quindi ci avviciniamo automaticamente a chi non potrà mai darcela...la vita è un caleidoscopio pieno di sfaccettature, e a volte i perché delle cose, vengono compresi a posteriori. :)
RispondiEliminaio faccio l'errore di non aspettare mai, mi faccio sentire prima io e sicuramento l'uomo sente la pressione, ma non riesco a non farlo, è come un mettere alla prova o sfidare l'altro, infatti ne osservo poi il comportamento. E penso che sono stata me stessa, se fugge non fa per me. Quelle volte che ho saputo attendere non è mai successo nulla invecec così per lo meno mi sono fatta conoscere
RispondiEliminaAnche questo potrebbe essere un modo per capire subito chi fa per te e chi no. Ma credo che nel momento in cui troverai qualcuno tanto veloce quanto te, che andrà allo stesso tuo ritmo e non costringerà te a fare tutti i passi necessari a stringere la conoscenza, ti sentirai molto meglio, senza doverlo mettere alla prova, perché saprai già che è giusto per te. :)
RispondiEliminalo pensavo giusto oggi e tu mi hai dato conferma, Grazie di cuore Marta
EliminaE' un piacere per me Maria. :)
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